L'interpretazione della Sacra Scrittura

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Tommaso de Torquemada
00Tuesday, April 15, 2014 7:59 PM
Come sia possibile che la Bibbia abbia molteplici interpretazioni, la domanda è più che lecita, a volte si rimane sconcertati dal modo di interpretazione delle scritture, ma non dobbiamo meravigliarci, perché non è la forma ricercata da cristiano ma è la sostanza la quale non può avere molteplici interpretazioni.

Per comprendere meglio la questione delle varie interpretazioni, dobbiamo comprendere che la Bibbia, in questo caso le scritture neotestamentarie non sono un dettato come lo può essere il Corano, ma un'interpretazione dell'agiografo il quale fu sospinto dallo spirito Santo, evidentemente l'agiografo doveva esprimersi nei modi e con dei concetti i quali fossero ben comprensibili ai suoi contemporanei.

L'agiografo teneva in considerazione il destinatario dei suoi scritti, e quindi pur essendo la sostanza uguale la forma poteva essere diversa, facciamo un esempio, il Vangelo di Matteo fu scritto per gli ebrei, dunque Matteo doveva esprimersi in un modo tale da dare una giusta interpretazione a ciò che scriveva, prendiamo il caso dell'affermazione del regno, Matteo scrivendo agli ebrei si riferisce al regno dei cieli e non al regno di Dio, affermazione la quale sarebbe stata rifiutata, ritenendola un oltraggio da parte dei giudei, usando il termine regno dei cieli e non regno di Dio modificava solo la forma mantenendo la sostanza, sicché gli agiografi i cui scritti erano destinati ai gentili poterono usare tranquillamente il termine regno di Dio.

Un'altra cosa molto importante da comprendere è che, e questo non dovrebbe scandalizzarvi, secondo l'usanza orientale o medio orientale il maestro o l'insegnante non scriveva mai di suo pugno, tutte le opere che noi conosciamo di Socrate, di Platone, di Aristotele, e di molti altri illustri personaggi sono state tutte scritte dai loro discepoli, ora, nel caso di Gesù è la stessa cosa, Gesù Cristo non ha scritto nulla di suo proprio pugno, noi non possediamo neanche una virgola che sia autografa di Gesù Cristo, tutto ciò che conosciamo lo conosciamo grazie agli scritti e alle testimonianze dei suoi apostoli, ma questo non ci crea nessun problema, come non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire certe opere a Socrate, Platone, Aristotele anche se scritte dai loro discepoli così non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire i detti e i fatti a Gesù Cristo, anche se, tali detti e tali fatti sono stati trascritti dai suoi discepoli.

Quando noi leggiamo nella scrittura, Gesù ha detto, Gesù ha fatto, dobbiamo sempre ricordare che sono gli apostoli, i quali ci informano su ciò che Gesù ha detto è ciò che Gesù ha fatto, dobbiamo anche comprendere ciò che effettivamente Gesù abbia detto da ciò che gli apostoli hanno fatto dire a Gesù, il problema nasce proprio dal fatto che non abbiamo nulla di Gesù che sia autografo, e che quindi prima di accettare ciò che Gesù ha detto o ciò che Gesù ha fatto dobbiamo accettare o per meglio dire dare credibilità a coloro che ci dicono cosa abbia detto o cosa abbia fatto , la vera fede in Gesù Cristo significa primariamente avere fede o dare credibilità a coloro che ci narrano le gesta di Gesù Cristo, se noi accreditiamo fiducia, credibilità, fede, allora la nostra fede verso colui il quali gli agiografi ci propongono sarà centuplicata saremo sicuri che le cose stanno effettivamente così, al contrario, se rifiutiamo chi ci trasmette l’evangelo, non si potrà avere fede in colui che è protagonista del vangelo, in sostanza non si può dire, “ la Chiesa no, Cristo si”, come anche non si può dire “ la Chiesa si, Cristo no”, giacché la scrittura /canone è un prodotto della Chiesa non possono essere scindibili.

È evidente che i quattro Vangeli canonici e le lettere apostoliche non ci dicono nulla degli anni in cui Gesù si manifestò al popolo, ed è altresì evidente che i racconti dei Vangeli sono la sostanza il nucleo della missione di Cristo, si comprende bene allora che molti interrogativi si pongono nella interpretazione e nella attualizzazione del messaggio evangelico, motivo per cui molti si sono rifatti una propria interpretazione e attualizzazione della scrittura.

Per comprendere la difficoltà sia interpretativa e sia di attualizzazione possiamo fare riferimento a un detto di Gesù, il quale afferma, a chiunque rimetterete i peccati saranno rimessi, a chiunque non li rimettete non saranno rimessi, un comando semplice di comprensibilità immediata, ma di difficile interpretazione e attualizzazione, chi poteva rimettere peccati?, A chi si potevano rimettere, quando si potevano rimettere, e quanto si potevano rimettere, quali peccati si potevano rimettere, ancora, come confessare i peccati, quando bisognava confessarli, perché bisognava confessarli, a chi bisognava confessarli, cosa comportava la confessione dei peccati.

Altro ancora ci sarebbe da dire da questo esempio, questo per far comprendere la difficoltà che si incontra nell'interpretazione e nella attualizzazione della scrittura, Gesù dà solo un comando nulla di più nulla di meno, ma come attualizzare quel comando era il problema, ma procediamo piano piano.

Gesù trae a se i dodici apostoli, in rappresentanza delle dodici tribù di Israele, una parentesi è d'obbligo sulla numerologia, nella cultura ebraica il simbolismo numerologico è tenuto in alta considerazione, al contrario della nostra concessione dei numeri e quali sono fini a se stessi nella cultura ebraica i numeri hanno un'importanza notevole al pari della scrittura, sicché abbiamo molti numeri che racchiudono una forte simbologia, come quaranta, essi sono i giorni del diluvio, la ricezione della legge da parte di Mosè, il peregrinare nel deserto, i giorni di digiuno di Cristo nel deserto, eccetera, così vale per il numero dodici, per il numero tre, per il numero sei, per il numero sette, per il numero mille, ogni numero ha una sua specificità e collocazione nei rapporti tra YHWH ed il suo popolo, si comprende bene che il simbolo non può essere preso alla lettera ma proprio in virtù di tale simbolismo tali numeri ci vogliono comunicare qualche altra cosa.

Gesù è definito profeta e lo era, ma nessun profeta nell'antichità ha mai avuto bisogno di successori, la missione del profeta poteva finire in due modi, la cessazione della profezia, in quanto adempiuta, o la morte del profeta, ma in Gesù le cose cambiano, la sua attività di profeta non poteva terminare ne con la sua morte né tanto meno con il termine della profezia, il messaggio profetico di Gesù Cristo era un messaggio escatologico, motivo per cui i dodici apostoli dovevano dopo la morte e la resurrezione di Cristo continuare l'annuncio profetico lasciatogli come eredità da Cristo stesso.

Come dunque tale messaggio poteva essere annunciato a tempo indefinito se anche i dodici apostoli sarebbero a loro volta morti?, Ecco allora che alla Pentecoste nasce ciò che è fondata da Cristo stesso, cioè, la sua Chiesa, quei 120 i quali erano radunati nella stanza, ricevettero lo spirito Santo formando il nucleo della Chiesa, la quale è una, lo spirito Santo discese su cui 120 e non in altri, cattolica, in quanto universale, il messaggio cristologico doveva essere annunciato a tutti, apostolica, poiché il fondamento su cui la Chiesa poggia è Cristo, ma le colonne su cui essa verrà strutturata sono gli apostoli, la Chiesa è Santa, poiché colui che l'ha creata è Santo, la Chiesa è Santa in quanto corpo mistico di Cristo, ma essendo tale corpo composto da innumerevoli membra i medesimi possono essere sia santi che peccatori, ma gli atti dei singoli peccatori non potranno mai inficiare la santità della Chiesa.

Grazie al versamento dello spirito Santo e alla creazione della sua Chiesa fu data ad essa il compito di annunciare e di interpretare il messaggio datogli da Cristo stesso “ insegnando ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”.

Questo ci fa comprendere come la Chiesa nascente era depositaria del Kerygma, e che solo lei né poteva darne la giusta e retta interpretazione.

Finché la Chiesa era formata dagli cristiani giudei non ci furono problemi di sorta, ma con la conversione dei pagani al cristianesimo iniziarono ad entrare concetti filosofici non pertinenti alla cultura giudaica, specie nell'ambito ellenistico, in modo particolare i vescovi provenienti dal paganesimo iniziarono ad elaborare delle proprie dottrine le quali furono influenzate proprio dalla loro filosofia, portando questo a deviazioni nell'esatta interpretazione della scrittura.

Un esempio lo possiamo trovare nel vescovo Marcione, il quale visse a metà del secondo secolo d c, egli elaborò una propria interpretazione delle scritture alterandone il genuino significato e minando la propria e l'altrui fede, Marcione negava l'umanità di Gesù Cristo, egli credeva e quindi insegnava e di conseguenza interpretava in un modo errato la scrittura poiché era influenzato da concetti filosofici pagani.

Vorrei portare l'esempio di Marcione per far comprendere quando sia pericoloso elaborare una propria interpretazione della scrittura, poiché inevitabilmente ci si allontana da chi tale scrittura doveva essere interpretata, avendone l'autorità interpretativa, Marcione e solo un esempio di come una interpretazione divenga deviata, ma sia nei primi secoli del cristianesimo sia nei tempi recenti una interpretazione ad personam può solo che contribuire alla confusione più totale, ciò che diciamo ora di Marcione vale per tutti coloro che hanno dato una loro interpretazione della Sacra Scrittura in un modo fuorviante.

Evidentemente per divenire cristiano Marcione dovette credere/accettare quelle verità di fede promulgate dagli apostoli, egli visse a metà del II secolo quindi pochi decenni dopo la morte dell’apostolo Giovanni, credendo nella filosofia dualista iniziò ad elaborare una interpretazione secondo tale filosofia, in essa si contemplava il bene/male, la materia/spirito, il buono/cattivo, vi era un Demiurgo dello spirito ed uno della materia, buono, bene nello spirito, male cattivo e corruttibile nella materia.

L’apostolo Giovanni ci dice che il “Verbo” si fece carne, per Marcione ciò non era possibile, lo spirito è sempre bene/buono la materia è sempre male/cattivo, come poteva lo spirito(solo bene) assumere la materia la quale è solo male?, non poteva essere.
Marcione dunque iniziò a rifiutare il Cristo nella carne, per lui Gesù non aveva un corpo carnale, ma sembrava assumere tale corpo, in effetti secondo il suo ragionamento, i discepoli videro una sorta d’immagine di un uomo, il quale sembrava essere composto di carne, ecco Marcione sposare il concetto di Dokèin – Docetismo il quale significa semplicemente “Apparire/ Sembrare”.

Per Marcione Cristo non assunse il corpo umano ma sembrava avere un corpo umano, si comprende bene che una simile interpretazione rendeva senza valore il suo sacrificio, l’Eucarestia, così anche per la sua morte e risurrezione, se Cristo non aveva corpo carnale non poteva ne soffrire ne morire ne risorgere, tale interpretazione rendeva senza valore anche la Chiesa, la quale non poggiava più sul fondamento reale ma semplicemente simbolico.
Interessante il fatto che l’apostolo Giovanni mise in guardia contro chi avrebbe negato il “Cristo nella carne” , inoltre, per sostenere la sua tesi il Vescovo Marcione stilò un primo canone della scrittura in cui epurava ogni riferimento all'umanità di Gesù Cristo, rifiutando sia le scritture veterotestamentarie le quali l’apostolo Paolo ebbe a dire di essere “ispirate da Dio”, sia i vangeli di Marco, Matteo, Giovanni, lasciando solo Luca con vistose epurazioni in riferimento all'umanità di Gesù.

Marcione non fu il solo a promulgare questa interpretazione sull'umanità di Cristo, altri seguirono il suo esempio, come Apelle, Bardesane, Valentino, Tolomeo, ecc.

Una simile interpretazione della scrittura, non solo alterava il significato della stessa, ma procurava “Scandalo”, adducendo gli altri ad abbracciare tale dottrina, Marcione ed altri, rifiutarono l’insegnamento apostolico, e l’interpretazione che la chiesa apostolica dava alla scrittura, motivo per cui alla fine dovette essere scomunicato.

L’interpretazione della Sacra Scrittura non è personale, ma collegiale dei Vescovi, i quali nell'unità ecclesiale ne danno una corretta interpretazione.

Quando ci si discosta da chi ha il compito di “Custodire, Trasmettere, Interpretare” la genuina fede, si hanno in modo inevitabili molteplici interpretazioni, le quali sono puramente soggettive senza nessuna autorità, ma con effetti devastanti per la conservazione della fede genuina.

La Chiesa Cattolica (Latina ed Orientale) è depositaria di tale autorità, al di fuori d’essa vi sono solo congetture puramente personali le quali a volte fanno deviare dall'autentico Kerygma gesuano, questo lo si vede molto bene dal XIX secolo quando fiorirono numerose nuove “chiese cristiane” con una interpretazione "fai da te".

Tommaso de Torquemada

Sonnyp
00Wednesday, April 16, 2014 8:49 AM
Per le "prefetesse" Ely e Rialtina....

Ecco allora che alla Pentecoste nasce ciò che è fondata da Cristo stesso, cioè, la sua Chiesa, quei 120 i quali erano radunati nella stanza, ricevettero lo spirito Santo formando il nucleo della Chiesa, la quale è una, lo spirito Santo discese su cui 120 e non in altri, cattolica, in quanto universale, il messaggio cristologico doveva essere annunciato a tutti, apostolica, poiché il fondamento su cui la Chiesa poggia è Cristo, ma le colonne su cui essa verrà strutturata sono gli apostoli, la Chiesa è Santa, poiché colui che l'ha creata è Santo, la Chiesa è Santa in quanto corpo mistico di Cristo, ma essendo tale corpo composto da innumerevoli membra i medesimi possono essere sia santi che peccatori, ma gli atti dei singoli peccatori non potranno mai inficiare la santità della Chiesa.



Carissime, siete pregate di leggere e rileggere BENE questo commento che ho quotato, essendo questo il fulcro della questione....

La chiesa si è formata sui 120 che erano radunati insieme e ha avuto il suo seguito appunto da questi 120, non da Lutero, Calvino, Marcione, Ario, o chi per loro! Chiaro sto fatto? [SM=x3690210]





L’interpretazione della Sacra Scrittura non è personale, ma collegiale dei Vescovi, i quali nell'unità ecclesiale ne danno una corretta interpretazione.



Quindi, mie care profetesse del nulla, quando vi dico che dovreste studiare MEGLIO la teologia, la storia, l'archologia, ecc. ecc. ecc. non è per niente! La Bibbia, non posso indirizzarmela a piacere mio!
È lo spirito Santo che guida la chiesa cattolica nell'insegnamento delle sue dottrine e interpretazioni, e non possiamo quindi spuntare come protestanti improvvisati, dichiarando di aver incontrato il Signore per ritenere di avere l'autorità necessaria per rifiutare la chiesa in vista di non so quali presunte verità rivelate solo a voi! [SM=x3690210] CHIARO STO FATTO?





Quando ci si discosta da chi ha il compito di “Custodire, Trasmettere, Interpretare” la genuina fede, si hanno in modo inevitabili molteplici interpretazioni, le quali sono puramente soggettive senza nessuna autorità, ma con effetti devastanti per la conservazione della fede genuina.

CHIARO STO FATTO? [SM=x2509422]



La Chiesa Cattolica (Latina ed Orientale) è depositaria di tale autorità, al di fuori d’essa vi sono solo congetture puramente personali le quali a volte fanno deviare dall'autentico Kerygma gesuano, questo lo si vede molto bene dal XIX secolo quando fiorirono numerose nuove “chiese cristiane” con una interpretazione "fai da te".



Per concludere, Ely e Rialtina.... non potete con il fai da te risolvere la questione.... Ricordate vero la scrittura?

Matteo 7:21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Matteo 7:22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
Matteo 7:23 Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.



Grazie mille Tommaso per la tua esposizione professionale. [SM=g7474]


Spero di potervi essere stato utile. Shalom carissime.....
AmarDio
00Tuesday, April 22, 2014 3:33 PM
a Tommaso
Mi unisco a Sonny per rallegrarmi della tua magistrale relazione.
Grazie.

AmarDio
ENNE ENNE
00Wednesday, April 23, 2014 10:24 AM
complimentoni Tommaso, stampo e passo il testo a un TdG in uscita...
satò63
00Monday, May 19, 2014 2:32 PM
Re:
Tommaso de Torquemada, 15/04/2014 19:59:

Come sia possibile che la Bibbia abbia molteplici interpretazioni, la domanda è più che lecita, a volte si rimane sconcertati dal modo di interpretazione delle scritture, ma non dobbiamo meravigliarci, perché non è la forma ricercata da cristiano ma è la sostanza la quale non può avere molteplici interpretazioni.

Per comprendere meglio la questione delle varie interpretazioni, dobbiamo comprendere che la Bibbia, in questo caso le scritture neotestamentarie non sono un dettato come lo può essere il Corano, ma un'interpretazione dell'agiografo il quale fu sospinto dallo spirito Santo, evidentemente l'agiografo doveva esprimersi nei modi e con dei concetti i quali fossero ben comprensibili ai suoi contemporanei.

L'agiografo teneva in considerazione il destinatario dei suoi scritti, e quindi pur essendo la sostanza uguale la forma poteva essere diversa, facciamo un esempio, il Vangelo di Matteo fu scritto per gli ebrei, dunque Matteo doveva esprimersi in un modo tale da dare una giusta interpretazione a ciò che scriveva, prendiamo il caso dell'affermazione del regno, Matteo scrivendo agli ebrei si riferisce al regno dei cieli e non al regno di Dio, affermazione la quale sarebbe stata rifiutata, ritenendola un oltraggio da parte dei giudei, usando il termine regno dei cieli e non regno di Dio modificava solo la forma mantenendo la sostanza, sicché gli agiografi i cui scritti erano destinati ai gentili poterono usare tranquillamente il termine regno di Dio.

Un'altra cosa molto importante da comprendere è che, e questo non dovrebbe scandalizzarvi, secondo l'usanza orientale o medio orientale il maestro o l'insegnante non scriveva mai di suo pugno, tutte le opere che noi conosciamo di Socrate, di Platone, di Aristotele, e di molti altri illustri personaggi sono state tutte scritte dai loro discepoli, ora, nel caso di Gesù è la stessa cosa, Gesù Cristo non ha scritto nulla di suo proprio pugno, noi non possediamo neanche una virgola che sia autografa di Gesù Cristo, tutto ciò che conosciamo lo conosciamo grazie agli scritti e alle testimonianze dei suoi apostoli, ma questo non ci crea nessun problema, come non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire certe opere a Socrate, Platone, Aristotele anche se scritte dai loro discepoli così non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire i detti e i fatti a Gesù Cristo, anche se, tali detti e tali fatti sono stati trascritti dai suoi discepoli.

Quando noi leggiamo nella scrittura, Gesù ha detto, Gesù ha fatto, dobbiamo sempre ricordare che sono gli apostoli, i quali ci informano su ciò che Gesù ha detto è ciò che Gesù ha fatto, dobbiamo anche comprendere ciò che effettivamente Gesù abbia detto da ciò che gli apostoli hanno fatto dire a Gesù, il problema nasce proprio dal fatto che non abbiamo nulla di Gesù che sia autografo, e che quindi prima di accettare ciò che Gesù ha detto o ciò che Gesù ha fatto dobbiamo accettare o per meglio dire dare credibilità a coloro che ci dicono cosa abbia detto o cosa abbia fatto , la vera fede in Gesù Cristo significa primariamente avere fede o dare credibilità a coloro che ci narrano le gesta di Gesù Cristo, se noi accreditiamo fiducia, credibilità, fede, allora la nostra fede verso colui il quali gli agiografi ci propongono sarà centuplicata saremo sicuri che le cose stanno effettivamente così, al contrario, se rifiutiamo chi ci trasmette l’evangelo, non si potrà avere fede in colui che è protagonista del vangelo, in sostanza non si può dire, “ la Chiesa no, Cristo si”, come anche non si può dire “ la Chiesa si, Cristo no”, giacché la scrittura /canone è un prodotto della Chiesa non possono essere scindibili.

È evidente che i quattro Vangeli canonici e le lettere apostoliche non ci dicono nulla degli anni in cui Gesù si manifestò al popolo, ed è altresì evidente che i racconti dei Vangeli sono la sostanza il nucleo della missione di Cristo, si comprende bene allora che molti interrogativi si pongono nella interpretazione e nella attualizzazione del messaggio evangelico, motivo per cui molti si sono rifatti una propria interpretazione e attualizzazione della scrittura.

Per comprendere la difficoltà sia interpretativa e sia di attualizzazione possiamo fare riferimento a un detto di Gesù, il quale afferma, a chiunque rimetterete i peccati saranno rimessi, a chiunque non li rimettete non saranno rimessi, un comando semplice di comprensibilità immediata, ma di difficile interpretazione e attualizzazione, chi poteva rimettere peccati?, A chi si potevano rimettere, quando si potevano rimettere, e quanto si potevano rimettere, quali peccati si potevano rimettere, ancora, come confessare i peccati, quando bisognava confessarli, perché bisognava confessarli, a chi bisognava confessarli, cosa comportava la confessione dei peccati.

Altro ancora ci sarebbe da dire da questo esempio, questo per far comprendere la difficoltà che si incontra nell'interpretazione e nella attualizzazione della scrittura, Gesù dà solo un comando nulla di più nulla di meno, ma come attualizzare quel comando era il problema, ma procediamo piano piano.

Gesù trae a se i dodici apostoli, in rappresentanza delle dodici tribù di Israele, una parentesi è d'obbligo sulla numerologia, nella cultura ebraica il simbolismo numerologico è tenuto in alta considerazione, al contrario della nostra concessione dei numeri e quali sono fini a se stessi nella cultura ebraica i numeri hanno un'importanza notevole al pari della scrittura, sicché abbiamo molti numeri che racchiudono una forte simbologia, come quaranta, essi sono i giorni del diluvio, la ricezione della legge da parte di Mosè, il peregrinare nel deserto, i giorni di digiuno di Cristo nel deserto, eccetera, così vale per il numero dodici, per il numero tre, per il numero sei, per il numero sette, per il numero mille, ogni numero ha una sua specificità e collocazione nei rapporti tra YHWH ed il suo popolo, si comprende bene che il simbolo non può essere preso alla lettera ma proprio in virtù di tale simbolismo tali numeri ci vogliono comunicare qualche altra cosa.

Gesù è definito profeta e lo era, ma nessun profeta nell'antichità ha mai avuto bisogno di successori, la missione del profeta poteva finire in due modi, la cessazione della profezia, in quanto adempiuta, o la morte del profeta, ma in Gesù le cose cambiano, la sua attività di profeta non poteva terminare ne con la sua morte né tanto meno con il termine della profezia, il messaggio profetico di Gesù Cristo era un messaggio escatologico, motivo per cui i dodici apostoli dovevano dopo la morte e la resurrezione di Cristo continuare l'annuncio profetico lasciatogli come eredità da Cristo stesso.

Come dunque tale messaggio poteva essere annunciato a tempo indefinito se anche i dodici apostoli sarebbero a loro volta morti?, Ecco allora che alla Pentecoste nasce ciò che è fondata da Cristo stesso, cioè, la sua Chiesa, quei 120 i quali erano radunati nella stanza, ricevettero lo spirito Santo formando il nucleo della Chiesa, la quale è una, lo spirito Santo discese su cui 120 e non in altri, cattolica, in quanto universale, il messaggio cristologico doveva essere annunciato a tutti, apostolica, poiché il fondamento su cui la Chiesa poggia è Cristo, ma le colonne su cui essa verrà strutturata sono gli apostoli, la Chiesa è Santa, poiché colui che l'ha creata è Santo, la Chiesa è Santa in quanto corpo mistico di Cristo, ma essendo tale corpo composto da innumerevoli membra i medesimi possono essere sia santi che peccatori, ma gli atti dei singoli peccatori non potranno mai inficiare la santità della Chiesa.

Grazie al versamento dello spirito Santo e alla creazione della sua Chiesa fu data ad essa il compito di annunciare e di interpretare il messaggio datogli da Cristo stesso “ insegnando ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”.

Questo ci fa comprendere come la Chiesa nascente era depositaria del Kerygma, e che solo lei né poteva darne la giusta e retta interpretazione.

Finché la Chiesa era formata dagli cristiani giudei non ci furono problemi di sorta, ma con la conversione dei pagani al cristianesimo iniziarono ad entrare concetti filosofici non pertinenti alla cultura giudaica, specie nell'ambito ellenistico, in modo particolare i vescovi provenienti dal paganesimo iniziarono ad elaborare delle proprie dottrine le quali furono influenzate proprio dalla loro filosofia, portando questo a deviazioni nell'esatta interpretazione della scrittura.

Un esempio lo possiamo trovare nel vescovo Marcione, il quale visse a metà del secondo secolo d c, egli elaborò una propria interpretazione delle scritture alterandone il genuino significato e minando la propria e l'altrui fede, Marcione negava l'umanità di Gesù Cristo, egli credeva e quindi insegnava e di conseguenza interpretava in un modo errato la scrittura poiché era influenzato da concetti filosofici pagani.

Vorrei portare l'esempio di Marcione per far comprendere quando sia pericoloso elaborare una propria interpretazione della scrittura, poiché inevitabilmente ci si allontana da chi tale scrittura doveva essere interpretata, avendone l'autorità interpretativa, Marcione e solo un esempio di come una interpretazione divenga deviata, ma sia nei primi secoli del cristianesimo sia nei tempi recenti una interpretazione ad personam può solo che contribuire alla confusione più totale, ciò che diciamo ora di Marcione vale per tutti coloro che hanno dato una loro interpretazione della Sacra Scrittura in un modo fuorviante.

Evidentemente per divenire cristiano Marcione dovette credere/accettare quelle verità di fede promulgate dagli apostoli, egli visse a metà del II secolo quindi pochi decenni dopo la morte dell’apostolo Giovanni, credendo nella filosofia dualista iniziò ad elaborare una interpretazione secondo tale filosofia, in essa si contemplava il bene/male, la materia/spirito, il buono/cattivo, vi era un Demiurgo dello spirito ed uno della materia, buono, bene nello spirito, male cattivo e corruttibile nella materia.

L’apostolo Giovanni ci dice che il “Verbo” si fece carne, per Marcione ciò non era possibile, lo spirito è sempre bene/buono la materia è sempre male/cattivo, come poteva lo spirito(solo bene) assumere la materia la quale è solo male?, non poteva essere.
Marcione dunque iniziò a rifiutare il Cristo nella carne, per lui Gesù non aveva un corpo carnale, ma sembrava assumere tale corpo, in effetti secondo il suo ragionamento, i discepoli videro una sorta d’immagine di un uomo, il quale sembrava essere composto di carne, ecco Marcione sposare il concetto di Dokèin – Docetismo il quale significa semplicemente “Apparire/ Sembrare”.

Per Marcione Cristo non assunse il corpo umano ma sembrava avere un corpo umano, si comprende bene che una simile interpretazione rendeva senza valore il suo sacrificio, l’Eucarestia, così anche per la sua morte e risurrezione, se Cristo non aveva corpo carnale non poteva ne soffrire ne morire ne risorgere, tale interpretazione rendeva senza valore anche la Chiesa, la quale non poggiava più sul fondamento reale ma semplicemente simbolico.
Interessante il fatto che l’apostolo Giovanni mise in guardia contro chi avrebbe negato il “Cristo nella carne” , inoltre, per sostenere la sua tesi il Vescovo Marcione stilò un primo canone della scrittura in cui epurava ogni riferimento all'umanità di Gesù Cristo, rifiutando sia le scritture veterotestamentarie le quali l’apostolo Paolo ebbe a dire di essere “ispirate da Dio”, sia i vangeli di Marco, Matteo, Giovanni, lasciando solo Luca con vistose epurazioni in riferimento all'umanità di Gesù.

Marcione non fu il solo a promulgare questa interpretazione sull'umanità di Cristo, altri seguirono il suo esempio, come Apelle, Bardesane, Valentino, Tolomeo, ecc.

Una simile interpretazione della scrittura, non solo alterava il significato della stessa, ma procurava “Scandalo”, adducendo gli altri ad abbracciare tale dottrina, Marcione ed altri, rifiutarono l’insegnamento apostolico, e l’interpretazione che la chiesa apostolica dava alla scrittura, motivo per cui alla fine dovette essere scomunicato.

L’interpretazione della Sacra Scrittura non è personale, ma collegiale dei Vescovi, i quali nell'unità ecclesiale ne danno una corretta interpretazione.

Quando ci si discosta da chi ha il compito di “Custodire, Trasmettere, Interpretare” la genuina fede, si hanno in modo inevitabili molteplici interpretazioni, le quali sono puramente soggettive senza nessuna autorità, ma con effetti devastanti per la conservazione della fede genuina.

La Chiesa Cattolica (Latina ed Orientale) è depositaria di tale autorità, al di fuori d’essa vi sono solo congetture puramente personali le quali a volte fanno deviare dall'autentico Kerygma gesuano, questo lo si vede molto bene dal XIX secolo quando fiorirono numerose nuove “chiese cristiane” con una interpretazione "fai da te".

Tommaso de Torquemada





DIEGO.1966
00Monday, May 19, 2014 11:18 PM
Re: complimentoni Tommaso, stampo e passo il testo a un TdG in uscita...
ENNE ENNE, 23/04/2014 10:24:




Buonasera a te.
Trovane uno in gamba altrimenti non credo ci possa capire molto.
Grazie. [SM=x3690210]
flabot
00Tuesday, May 20, 2014 10:12 PM
Re:



Un'altra cosa molto importante da comprendere è che, e questo non dovrebbe scandalizzarvi, secondo l'usanza orientale o medio orientale il maestro o l'insegnante non scriveva mai di suo pugno,

tutte le opere che noi conosciamo di Socrate

, di Platone, di Aristotele, e di molti altri illustri personaggi sono state tutte scritte dai loro discepoli, ora, nel caso di Gesù è la stessa cosa, Gesù Cristo non ha scritto nulla di suo proprio pugno, noi non possediamo neanche una virgola che sia autografa di Gesù Cristo, tutto ciò che conosciamo lo conosciamo grazie agli scritti e alle testimonianze dei suoi apostoli, ma questo non ci crea nessun problema, come non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire certe opere a Socrate, Platone, Aristotele

anche se scritte dai loro discepoli così non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire i detti e i fatti a Gesù Cristo, anche se, tali detti e tali fatti sono stati trascritti dai suoi discepoli

.







Al pari di Gesù, pure di Socrate non abbiamo un solo suo rigo scritto.
Quindi non riesco a capire cosa intendi quando dici opere di Socrate.
Molto di quello che conosciamo di Socrate, ci è riportato dal suo allievo Platone, quello scriveva. Essendo al contrario di Cristo e gli evangelisti, contemporanei tra loro, Socrate ha avuto la possibilità di leggere gli scritti di Platone, sembra che abbia affermato: MA GUARDA QUANTE SCIOCCHEZZE MI FA DIRE QUESTO RAGAZZO!.
Chissà cosa avrebbe detto Gesù se avesse potuto trovarsi nella medesima situazione?



Sonnyp
00Wednesday, May 21, 2014 12:00 AM
caro Flabot....
Tu non crederesti comunque nemmeno se Gesù stesso avesse scritto un Suo vangelo..... perciò.... lasciamo perdere le supposizioni e atteniamoci ai fatti......

shalom.
flabot
00Wednesday, May 21, 2014 9:10 PM
Re: caro Flabot....
Sonnyp, 21/05/2014 00:00:

Tu non crederesti comunque nemmeno se Gesù stesso avesse scritto un Suo vangelo..... perciò.... lasciamo perdere le supposizioni e atteniamoci ai fatti......

shalom.







La realtà dei fatti, dimostra che il buon Tommà ha scritto un mucchio di castronerie, ma se lo dico vi alterate subito.
Alla faccia del dialogo aperto.

Ciaoooo Flabot


Sonnyp
00Thursday, May 22, 2014 4:00 PM
castronerie?
Dimostrale!

Ma bada bene.... documenta quello che dici, altrimenti è la tua l'ennesima castroneria ateistica.....

bye.
flabot
00Thursday, May 22, 2014 6:20 PM
Va bene. Partiamo dall'eucarestia, come la intendeva Gesù e come'è stata cambiata.


In ogni pasto ebraico, il pane è spezzato, il vino condiviso e vengono presentate benedizioni all'indirizzo di ognuno dei presenti.
Ma l'idea di mangiare carne umana e di bere sangue, anche se simbolicamente, è del tutto estranea all'ebraismo. Consumare carne umana e sangue non era proibito era semplicemente inconcepibile.
Questa sensibilità generale proprio verso l'idea di bere sangue esclude la possibilità che Gesù abbia utilizzato quei simboli.
Un'idea del genere non poteva provenire da Gesù, semplicemente perchè era ebreo.
Questo concetto emerge per la prima volta da Paolo e non ci viene direttamente dal Cristo.
Il cibarsi simbolico di carne e il bere sangue era un rito magico di unione tipico delle cultura greco-romana. Paolo si formò in questa cultura nella città di Tarso. Non incontrò mai Gesù nè parlò mai con lui.
Il vangelo di Giovanni, quello che più di ogni altro esalta gli aspetti teologici, non fa assolutamente alcun riferimento alle parole di Gesù che istituiscono l'Eucarestia.
Se infatti Gesù avesse smentito la scritture e -sarebbe stata cosa assai paradossale- avesse inaugurato la pratica di consumare il pane come suo corpo e il vino come suo sangue, com'è possibile che Giovanni non ne abbia parlato?
Sonnyp
00Friday, May 23, 2014 7:55 AM
Mi sa che sei ignorante sulle Sacre Scritture Flabot!

Il vangelo di Giovanni, quello che più di ogni altro esalta gli aspetti teologici, non fa assolutamente alcun riferimento alle parole di Gesù che istituiscono l'Eucarestia.
Se infatti Gesù avesse smentito la scritture e -sarebbe stata cosa assai paradossale- avesse inaugurato la pratica di consumare il pane come suo corpo e il vino come suo sangue, com'è possibile che Giovanni non ne abbia parlato?




MA COSA STAI DICENDO?????? MA TI RENDI ALMENO CONTO DELLA TUA IGNORANZA VERSO LE SACRE SCRITTURE? PER TUA COMODITÀ ECCOTI RIPORTATO SOTTO, PROPRIO TRATTO DAL VENGELO DI GIOVANNI....

vedi di studiare meglio le tue pseudo confutazioni Flabot, altrimenti rischi di fare un'altra bella figura come quella che hai appena fatto..... [SM=x3690210] Shalom caro.....



“Io sono il pane della vita. 49 I vostri antenati mangiarono la manna nel deserto eppure morirono. 50 Questo è il pane che scende dal cielo, affinché chiunque ne mangi e non muoia. 51 Io sono il pane vivo che è sceso dal cielo; se uno mangia di questo pane vivrà per sempre; e infatti il pane che darò è la mia carne a favore della vita del mondo”.
52 I giudei contendevano perciò fra loro, dicendo: “Come può quest’uomo darci da mangiare la sua carne?” 53 Quindi Gesù disse loro: “Verissimamente vi dico: Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in voi. 54 Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno; 55 poiché la mia carne è vero cibo, e il mio sangue è vera bevanda. 56 Chi si nutre della mia carne e beve il mio sangue rimane unito a me, e io unito a lui. 57 Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo del Padre, così chi si nutre di me vivrà anche lui a motivo di me. 58 Questo è il pane che è sceso dal cielo. Non è come quando i vostri antenati mangiarono e morirono. Chi si nutre di questo pane vivrà in eterno”. 59 Queste cose le disse insegnando in un’assemblea pubblica a Capernaum.
60 Perciò molti dei suoi discepoli, avendo udito questo, dissero: “Questo discorso è offensivo; chi lo può ascoltare?” 61 Ma Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano di ciò, disse loro: “Vi fa inciampare questo? 62 Che [direste], dunque, se vedeste il Figlio dell’uomo ascendere dov’era prima? 63 Lo spirito è vivificante; la carne non giova a nulla. Le parole che vi ho detto sono spirito e sono vita. 64 Ma ci sono alcuni di voi che non credono”. Poiché dal principio Gesù sapeva chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. 65 E proseguì, dicendo: “Per questo vi ho detto: Nessuno può venire a me a meno che non gli sia concesso dal Padre”.
66 Per questo molti dei suoi discepoli se ne tornarono alle cose [lasciate] dietro e non camminavano più con lui. 67 Perciò Gesù disse ai dodici: “Non ve ne volete andare anche voi, vero?” 68 Simon Pietro gli rispose: “Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna; 69 e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Gv 6:48-69.
Rialtina..
00Thursday, May 29, 2014 9:44 AM
MATTEO 24....................TUTTO!
Per concludere, Ely e Rialtina.... non potete con il fai da te risolvere la questione.... Ricordate vero la scrittura?

Matteo 7:21 Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
Matteo 7:22 Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
Matteo 7:23 Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.

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Si,personalmente mi ricordo la scrittura che senza studi teologici mi porta il pensiero all`ipocrisia del cristianesimo.

Matteo 23:1 Gesu` espone le colpe dei farisei ( chi sono se non i capi DEL CRISTIANESIMO? )

Ecco che disse :Allora Gesu`,volgendosi alle turbe e ai discepoli,disse: Sulla cattedra di Mose` si sono assisi gli scribi e i FARISEI. Fate dunque e osservate tutto cio` che vi dicono;ma non agite secondo le opere loro,perche` dicono e non fanno. Legano, infatti,pesi gravi e insopportabili e li caricano sulle spalle degli uomini;ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito.

Fanno poi tutte le loro azioni per essere veduta dagli uomini.

6 Amano i primi posti nei conviti e i primi seggi nelle sinagoghe;vogliono essere salutati nelle pubbliche piazze,ed essere chiamati MAESTRI."

9 E NON CHIAMATE NESSUNO SULLA TERRA PADRE VOSTRO,PERCHE` UNO SOLO E` IL VOSTRO PADRE ,QUELLO CHE E` NEI CIELI" ne` fatevi chiamar dottori ,perche` uno solo e` il vostro dottore GESU` CRISTO.

27 Guai a voi,scribi e FARISEI ipocriti! perche` siete simili a sepolcri imbiancati, i quali,visti di fuori,paiono splendidi,ma dentro sono pieni d`ossa di morti e d`ogni putredine."

Guai a voi, scribi e FARISEI ipocriti! perche` serrate in faccia agli uomini il regno dei cieli;e non ci entrate voi,ne`lasciate che c`entrino quelli che vogliono entrare ."


Matteo 7:23 ha detto bene: Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di INIQUITA`.

Ti ricordi le scritture........Sonny????? [SM=j3103353]


Sonnyp
00Thursday, May 29, 2014 12:55 PM
chi non muore si risente.....
Tu ed Ely potete veramente darvi la mano cara Rialtina.....

non so Tommaso, ma io non tento nemmeno di rispondervi....

so solo che siete entrambe come i tdg... l'importante è andare contro la chiesa vero? [SM=x3690210]

non ho parole..... shalom a entrambe.....
DIEGO.1966
00Thursday, May 29, 2014 10:42 PM



Rialtina scrive: """""Matteo 23:1 Gesu` espone le colpe dei farisei ( chi sono se non i capi DEL CRISTIANESIMO? )

Ecco che disse :Allora Gesu`,volgendosi alle turbe e ai discepoli,disse: Sulla cattedra di Mose` si sono assisi gli scribi e i FARISEI. Fate dunque e osservate tutto cio` che vi dicono;ma non agite secondo le opere loro,perche` dicono e non fanno. """""""





//////////////////////////

Grazie a te.
Vogliamo giocare sul voler comparare i Cristiani ai farisei...?
Bene. Con quanto da te riportato, ci confermi quindi che la Chiesa Cristiana è nella Verità.
"""Fate dunque TUTTO ciò che vi dicono...""" disse Gesù.
Certo molti dei nostri amati sacerdoti commettono errori, molti altri però muoiono per difendere il Vero messaggio di Cristo.
Ma le parole di Gesù ci confermano, in base alla tua teoria, che la dottrina cristiana (quella della Vera cristianità e non quella di improbabili imitazioni) rappresenta la giusta strada da seguire.
Pace e bene a tutti.





Rialtina..
00Friday, May 30, 2014 5:05 PM
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Rialtina..
00Saturday, May 31, 2014 3:56 AM
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Rialtina..
00Saturday, May 31, 2014 4:19 AM
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flabot
00Saturday, May 31, 2014 11:32 AM
Re:
DIEGO.1966, 29/05/2014 22:42:






//////////////////////////

Grazie a te.
Vogliamo giocare sul voler comparare i Cristiani ai farisei...?
Bene. Con quanto da te riportato, ci confermi quindi che la Chiesa Cristiana è nella Verità.
"""Fate dunque TUTTO ciò che vi dicono...""" disse Gesù.
Certo molti dei nostri amati sacerdoti commettono errori, molti altri però muoiono per difendere il Vero messaggio di Cristo.
Ma le parole di Gesù ci confermano, in base alla tua teoria, che la dottrina cristiana (quella della Vera cristianità e non quella di improbabili imitazioni) rappresenta la giusta strada da seguire.
Pace e bene a tutti.











Già, io sostengo da sempre che se Gesù dovesse tornare, quelli che lo rimetterebbero sulla croce sarebbero i cattolici


Sonnyp
00Saturday, May 31, 2014 1:26 PM
Caro Flabot....
Per foruna quello che sostieni tu è solo utopia.

Che i cattolici abbiano le proprie colpe e ipocrisie, lo ammetto, ma tu stai esagerando e mancando di rispetto nell'asserire che proprio noi cattolici faremo una cosa simile!

Una cosa è dire che magari alcuni falsi credenti, potrebbero arrivare a tanto, tutta un'altra cosa è la tua illazione completamente fuori da ogni parametro cristiano. Ma ormai, ho imparato e continuo a tollerare la tua ignoranza sul mondo cristiano che quasi non ci faccio più caso.... Shalom Flabot. (Ma non ne aprofittare!) [SM=x3690210]
flabot
00Saturday, May 31, 2014 7:07 PM
Re: Caro Flabot....
Sonnyp, 31/05/2014 13:26:


Per foruna quello che sostieni tu è solo utopia.




UTOPIA?????? Non riesco a capire cosa e come ci entri questa parola nel contesto che vuoi sostenere tu.






Che i cattolici abbiano le proprie colpe e ipocrisie, lo ammetto, ma tu stai esagerando e mancando di rispetto nell'asserire che proprio noi cattolici faremo una cosa simile!



Non c'entrano colpe, ipocrisie ed esagerazioni, quando si ha un'idea troppo radicata di come è e deve essere un qualcosa od qualcuno, facilmente non lo si riuscirà a comprendere.
Altri perchè Gesù non sarebbe stato compreso???




Una cosa è dire che magari alcuni falsi credenti, potrebbero arrivare a tanto, tutta un'altra cosa è la tua illazione completamente fuori da ogni parametro cristiano. Ma ormai, ho imparato e continuo a tollerare la tua ignoranza sul mondo cristiano che quasi non ci faccio più caso.... Shalom Flabot. (Ma non ne aprofittare!) [SM=x3690210]





La minaccia finale non fa che confermare quanto ho già anticipato più sopra.


Sonnyp
00Saturday, May 31, 2014 8:33 PM
Quale minaccia scusa?
Dove la vedi e dove starebbe la minaccia scusa?

Caro Flabot.... tu hai scritto:


"io sostengo da sempre che se Gesù dovesse tornare, quelli che lo rimetterebbero sulla croce sarebbero i cattolici"



Questa è una illazione, o se preferisci, una TUA UTOPIA!

Su questo non ci piove. Poi.... per tutto il resto delle tue illazioni, non mi soffermo nemmeno a tentare di confutarle perchè non meritano nemmeno di essere prese in considerazione, un pò come le scempiaggini geoviste. Ma non te la prendere.... è solo che non ho più tempo di rispondere a tutte le idiozie mosse gratuitamente contro la chiesa cattolica. Ma tu fai pure... ma con moderazione e attento a non esagerare.... e questa non è una minaccia, ma un consiglio che ti do se vuoi sempre dire la tua in questo forum.... vedi tu. shalom.
Tommaso de Torquemada
00Monday, June 2, 2014 11:23 AM
Ma le parole di Gesù ci confermano, in base alla tua teoria, che la dottrina cristiana (quella della Vera cristianità e non quella di improbabili imitazioni).

C’è un piccolo problema da risolvere, “ quella della vera cristianità”, ora noi sappiamo che Gesù Cristo non ha scritto nulla di autografo, per cui stando cosi le cose di Gesù non sapremmo assolutamente nulla, neanche della sua esistenza, ma una cosa la sappiamo con estrema sicurezza in quanto vi sono documenti in merito, moltissimi cristiani del I al III secolo sono stati martirizzati, evidentemente per cedere la propria vita bisognava essere sicuri sulla causa per cui la si cedeva.

Evidentemente costoro erano più che sicuri dell’esistenza di Cristo in quanto proprio i suoi apostoli sono stati i primi ad essere martirizzati, quella sicurezza, la quale infondeva fiducia sulla veridicità sui detti e i fatti di Gesù fu trasmessa dalla Sua Chiesa, venuta si all'esistenza alla Pentecoste ma creata inizialmente da Cristo quando scelse i suoi apostoli, lasciando il memoriale, “Fate questo in memoria di me”.

Allora comprendiamo che la “Verità” non ci viene direttamente da Gesù Cristo, in quanto come detto egli non ci ha lasciato nulla di suo pugno, bensì dalla “Grande Chiesa”, la quale alla luce della teologia cristologica afferma essere questa, la “Verità”, e non altre, questi sono i detti e i fatti del Redentore e non altri, la Chiesa Apostolica scelse tra innumerevoli “vangeli e lettere” quelle che dovevano essere considerate “ispirate da Dio”, pensare che una simile scelta sia stata semplice e veloce è un grande errore che fanno i protestanti e non solo, immaginando la Sacra Scrittura come fosse piovuta dal cielo, ma un attento esame ecclesiologico ci fa comprendere la complicata gestazione del canone, il quale non fu creato per necessità bensì per accidente, i cristiani non avevano necessità di avere dei libri (avevano le scritture veterotestamentarie, infatti di queste Paolo ebbe a dire che “tutta la scrittura è ispirata da Dio) ma, la messa in discussione della dottrina cattolica (in quanto universale) da parte di molti esponenti eretici costrinse la Chiesa a stabilire in modo definitivo quale fosse il genuino Kerygma gesuano, stabilendo una ed unica “Verità”, a tale scopo sarebbe necessaria un'ermeneutica conciliare Niceana.

la “Verità” non l’annuncia la Chiesa perché è vera di per se, ma è vera, perché lo stabilisce la Chiesa Cattolica (in quanto universale), concetto molto semplice, ma per alcuni di difficile comprensione.

Ancora
La “Verità” rimarrà sempre verità, sia se l’afferma un santo che un peccatore, in quanto trascende l’uomo, dunque, se oggi vi sono dei cristiani di nome, la “verità di Cristo” rimarrà sempre quella, il kerygma gesuano non è e non può essere condizionato dall'agire dell’uomo, poiché tale kerygma è rivelazione divina e non umana, comprendiamo allora il detto di Gesù, “Fate quello che vi dicono ma non fate quello che fanno”, il messaggio annunciato da costoro è il messaggio della salvezza, anche se, chi l’afferma è un delinquente, tale messaggio sarà sempre vero giacché trascende chi l’afferma, comprendiamo allora il grande errore che spesso si fa quando si inficia la “Verità” poiché chi l’afferma, il quale dovrebbe dimostrare eccellenti qualità cristiane, dimostra di essere peggiore di molti delinquenti, si comprende che il Kerygma sarà sempre vero a prescindere.

Chi agisce in tal senso, ossia, accomunare la veridicità della “Verità” con la condotta di chi la comunica dimostra di non conoscere assolutamente ne tale “Verità” ne cosa significhino le parole di Gesù Cristo, il quale afferma in “Matteo 16:18
"E anch'io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la “Mia Chiesa”, e le porte dell'Ades non la potranno vincere.”

In merito poi ad indicare la condotta degli apostoli come la “vera” condotta del cristiano, accusando i cattolici di oggi alla luce di quella apostolica, vedremo che le cose sono leggermente diverse da quello che si pensa.

Tommaso de Torquemada
DIEGO.1966
00Monday, June 2, 2014 5:47 PM
Ciao Tommaso,
che dire: un' ottima disamina la tua.
Non si può che concordare.
Cari saluti.
Sonnyp
00Monday, June 2, 2014 7:46 PM
non raccolgo nemmeno più le vostre illazioni e provocazioni.
Flabot, Rialtina ed Ely (un sorriso).... ormai vi conosco troppo bene per sprecare altro tempo con voi.

Flabot con le sue utopistiche tematiche senza documentazione....

Rialtina che tenta di offendere non avendo argomentazione valida....

ed Ely che non contenta del casino che ha scritto in passato, cerca di farmi avere tramite FFZ private le sue pseudo critiche che ormai non leggo nemmeno più.....

e pensare che soprattutto la Ely afferma di avere incontrato il signore..... si.... quello della porta accanto al mercato rionale..... [SM=x3690210]

e basta Ely! Ma non lo vedi che sei ridicola e fanatica?

Abbandona sto forum una volta x tutte e piantala di fare la comare di strada.....

shalom.
Rialtina..
00Tuesday, June 3, 2014 5:35 AM
Awaiting for Moderator(s) approval
Sonnyp
00Tuesday, June 3, 2014 6:55 AM
te lo ripeto Rialtina....
I tuoi post non li pubblico semplicemente perchè sono fuori tema e poi perchè non raccolgo più quelle che ormai sono delle chiare provocazioni. Altrove puoi fare quello che vuoi, ma se permetti, in cssa mia comando ancora io.

Inoltre, Tommaso ha ben replicato alle vostre pseudo argomentazioni, ma.... mi spiace constatare che non avete speso nemmeno una parola di commento. Chiaro segno che NON v'interessano le sane argomentazioni, ma solo disturbare quelle che sono le tematiche del forum con i vostri capricci da comari di strada e come ti ripeto, in questo forum, i vostri capricci non interessano minimamente.

Diverso è se invece argomenterete le vostre repliche ai post di Tommaso o chi per lui. Solo allora, parteciperò anche io dicendo o aggiungendo la mia. Come ho detto tante volte, ora non ho più il tempo libero di prima e il mio tempo è prezioso. Preferisco impiegarlo per i poveri, per il Signore, o per servirLo alla Santa messa......
Shalom. Spero a non più rileggerti fuori tema.
Vocenelbuio
00Wednesday, June 4, 2014 7:38 PM
Re:
Tommaso de Torquemada, 15/04/2014 19:59:

Come sia possibile che la Bibbia abbia molteplici interpretazioni, la domanda è più che lecita, a volte si rimane sconcertati dal modo di interpretazione delle scritture, ma non dobbiamo meravigliarci, perché non è la forma ricercata da cristiano ma è la sostanza la quale non può avere molteplici interpretazioni.

Per comprendere meglio la questione delle varie interpretazioni, dobbiamo comprendere che la Bibbia, in questo caso le scritture neotestamentarie non sono un dettato come lo può essere il Corano, ma un'interpretazione dell'agiografo il quale fu sospinto dallo spirito Santo, evidentemente l'agiografo doveva esprimersi nei modi e con dei concetti i quali fossero ben comprensibili ai suoi contemporanei.

L'agiografo teneva in considerazione il destinatario dei suoi scritti, e quindi pur essendo la sostanza uguale la forma poteva essere diversa, facciamo un esempio, il Vangelo di Matteo fu scritto per gli ebrei, dunque Matteo doveva esprimersi in un modo tale da dare una giusta interpretazione a ciò che scriveva, prendiamo il caso dell'affermazione del regno, Matteo scrivendo agli ebrei si riferisce al regno dei cieli e non al regno di Dio, affermazione la quale sarebbe stata rifiutata, ritenendola un oltraggio da parte dei giudei, usando il termine regno dei cieli e non regno di Dio modificava solo la forma mantenendo la sostanza, sicché gli agiografi i cui scritti erano destinati ai gentili poterono usare tranquillamente il termine regno di Dio.

Un'altra cosa molto importante da comprendere è che, e questo non dovrebbe scandalizzarvi, secondo l'usanza orientale o medio orientale il maestro o l'insegnante non scriveva mai di suo pugno, tutte le opere che noi conosciamo di Socrate, di Platone, di Aristotele, e di molti altri illustri personaggi sono state tutte scritte dai loro discepoli, ora, nel caso di Gesù è la stessa cosa, Gesù Cristo non ha scritto nulla di suo proprio pugno, noi non possediamo neanche una virgola che sia autografa di Gesù Cristo, tutto ciò che conosciamo lo conosciamo grazie agli scritti e alle testimonianze dei suoi apostoli, ma questo non ci crea nessun problema, come non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire certe opere a Socrate, Platone, Aristotele anche se scritte dai loro discepoli così non abbiamo nessuna difficoltà ad attribuire i detti e i fatti a Gesù Cristo, anche se, tali detti e tali fatti sono stati trascritti dai suoi discepoli.

Quando noi leggiamo nella scrittura, Gesù ha detto, Gesù ha fatto, dobbiamo sempre ricordare che sono gli apostoli, i quali ci informano su ciò che Gesù ha detto è ciò che Gesù ha fatto, dobbiamo anche comprendere ciò che effettivamente Gesù abbia detto da ciò che gli apostoli hanno fatto dire a Gesù, il problema nasce proprio dal fatto che non abbiamo nulla di Gesù che sia autografo, e che quindi prima di accettare ciò che Gesù ha detto o ciò che Gesù ha fatto dobbiamo accettare o per meglio dire dare credibilità a coloro che ci dicono cosa abbia detto o cosa abbia fatto , la vera fede in Gesù Cristo significa primariamente avere fede o dare credibilità a coloro che ci narrano le gesta di Gesù Cristo, se noi accreditiamo fiducia, credibilità, fede, allora la nostra fede verso colui il quali gli agiografi ci propongono sarà centuplicata saremo sicuri che le cose stanno effettivamente così, al contrario, se rifiutiamo chi ci trasmette l’evangelo, non si potrà avere fede in colui che è protagonista del vangelo, in sostanza non si può dire, “ la Chiesa no, Cristo si”, come anche non si può dire “ la Chiesa si, Cristo no”, giacché la scrittura /canone è un prodotto della Chiesa non possono essere scindibili.

È evidente che i quattro Vangeli canonici e le lettere apostoliche non ci dicono nulla degli anni in cui Gesù si manifestò al popolo, ed è altresì evidente che i racconti dei Vangeli sono la sostanza il nucleo della missione di Cristo, si comprende bene allora che molti interrogativi si pongono nella interpretazione e nella attualizzazione del messaggio evangelico, motivo per cui molti si sono rifatti una propria interpretazione e attualizzazione della scrittura.

Per comprendere la difficoltà sia interpretativa e sia di attualizzazione possiamo fare riferimento a un detto di Gesù, il quale afferma, a chiunque rimetterete i peccati saranno rimessi, a chiunque non li rimettete non saranno rimessi, un comando semplice di comprensibilità immediata, ma di difficile interpretazione e attualizzazione, chi poteva rimettere peccati?, A chi si potevano rimettere, quando si potevano rimettere, e quanto si potevano rimettere, quali peccati si potevano rimettere, ancora, come confessare i peccati, quando bisognava confessarli, perché bisognava confessarli, a chi bisognava confessarli, cosa comportava la confessione dei peccati.

Altro ancora ci sarebbe da dire da questo esempio, questo per far comprendere la difficoltà che si incontra nell'interpretazione e nella attualizzazione della scrittura, Gesù dà solo un comando nulla di più nulla di meno, ma come attualizzare quel comando era il problema, ma procediamo piano piano.

Gesù trae a se i dodici apostoli, in rappresentanza delle dodici tribù di Israele, una parentesi è d'obbligo sulla numerologia, nella cultura ebraica il simbolismo numerologico è tenuto in alta considerazione, al contrario della nostra concessione dei numeri e quali sono fini a se stessi nella cultura ebraica i numeri hanno un'importanza notevole al pari della scrittura, sicché abbiamo molti numeri che racchiudono una forte simbologia, come quaranta, essi sono i giorni del diluvio, la ricezione della legge da parte di Mosè, il peregrinare nel deserto, i giorni di digiuno di Cristo nel deserto, eccetera, così vale per il numero dodici, per il numero tre, per il numero sei, per il numero sette, per il numero mille, ogni numero ha una sua specificità e collocazione nei rapporti tra YHWH ed il suo popolo, si comprende bene che il simbolo non può essere preso alla lettera ma proprio in virtù di tale simbolismo tali numeri ci vogliono comunicare qualche altra cosa.

Gesù è definito profeta e lo era, ma nessun profeta nell'antichità ha mai avuto bisogno di successori, la missione del profeta poteva finire in due modi, la cessazione della profezia, in quanto adempiuta, o la morte del profeta, ma in Gesù le cose cambiano, la sua attività di profeta non poteva terminare ne con la sua morte né tanto meno con il termine della profezia, il messaggio profetico di Gesù Cristo era un messaggio escatologico, motivo per cui i dodici apostoli dovevano dopo la morte e la resurrezione di Cristo continuare l'annuncio profetico lasciatogli come eredità da Cristo stesso.

Come dunque tale messaggio poteva essere annunciato a tempo indefinito se anche i dodici apostoli sarebbero a loro volta morti?, Ecco allora che alla Pentecoste nasce ciò che è fondata da Cristo stesso, cioè, la sua Chiesa, quei 120 i quali erano radunati nella stanza, ricevettero lo spirito Santo formando il nucleo della Chiesa, la quale è una, lo spirito Santo discese su cui 120 e non in altri, cattolica, in quanto universale, il messaggio cristologico doveva essere annunciato a tutti, apostolica, poiché il fondamento su cui la Chiesa poggia è Cristo, ma le colonne su cui essa verrà strutturata sono gli apostoli, la Chiesa è Santa, poiché colui che l'ha creata è Santo, la Chiesa è Santa in quanto corpo mistico di Cristo, ma essendo tale corpo composto da innumerevoli membra i medesimi possono essere sia santi che peccatori, ma gli atti dei singoli peccatori non potranno mai inficiare la santità della Chiesa.

Grazie al versamento dello spirito Santo e alla creazione della sua Chiesa fu data ad essa il compito di annunciare e di interpretare il messaggio datogli da Cristo stesso “ insegnando ad osservare tutte le cose che vi ho comandato”.

Questo ci fa comprendere come la Chiesa nascente era depositaria del Kerygma, e che solo lei né poteva darne la giusta e retta interpretazione.

Finché la Chiesa era formata dagli cristiani giudei non ci furono problemi di sorta, ma con la conversione dei pagani al cristianesimo iniziarono ad entrare concetti filosofici non pertinenti alla cultura giudaica, specie nell'ambito ellenistico, in modo particolare i vescovi provenienti dal paganesimo iniziarono ad elaborare delle proprie dottrine le quali furono influenzate proprio dalla loro filosofia, portando questo a deviazioni nell'esatta interpretazione della scrittura.

Un esempio lo possiamo trovare nel vescovo Marcione, il quale visse a metà del secondo secolo d c, egli elaborò una propria interpretazione delle scritture alterandone il genuino significato e minando la propria e l'altrui fede, Marcione negava l'umanità di Gesù Cristo, egli credeva e quindi insegnava e di conseguenza interpretava in un modo errato la scrittura poiché era influenzato da concetti filosofici pagani.

Vorrei portare l'esempio di Marcione per far comprendere quando sia pericoloso elaborare una propria interpretazione della scrittura, poiché inevitabilmente ci si allontana da chi tale scrittura doveva essere interpretata, avendone l'autorità interpretativa, Marcione e solo un esempio di come una interpretazione divenga deviata, ma sia nei primi secoli del cristianesimo sia nei tempi recenti una interpretazione ad personam può solo che contribuire alla confusione più totale, ciò che diciamo ora di Marcione vale per tutti coloro che hanno dato una loro interpretazione della Sacra Scrittura in un modo fuorviante.

Evidentemente per divenire cristiano Marcione dovette credere/accettare quelle verità di fede promulgate dagli apostoli, egli visse a metà del II secolo quindi pochi decenni dopo la morte dell’apostolo Giovanni, credendo nella filosofia dualista iniziò ad elaborare una interpretazione secondo tale filosofia, in essa si contemplava il bene/male, la materia/spirito, il buono/cattivo, vi era un Demiurgo dello spirito ed uno della materia, buono, bene nello spirito, male cattivo e corruttibile nella materia.

L’apostolo Giovanni ci dice che il “Verbo” si fece carne, per Marcione ciò non era possibile, lo spirito è sempre bene/buono la materia è sempre male/cattivo, come poteva lo spirito(solo bene) assumere la materia la quale è solo male?, non poteva essere.
Marcione dunque iniziò a rifiutare il Cristo nella carne, per lui Gesù non aveva un corpo carnale, ma sembrava assumere tale corpo, in effetti secondo il suo ragionamento, i discepoli videro una sorta d’immagine di un uomo, il quale sembrava essere composto di carne, ecco Marcione sposare il concetto di Dokèin – Docetismo il quale significa semplicemente “Apparire/ Sembrare”.

Per Marcione Cristo non assunse il corpo umano ma sembrava avere un corpo umano, si comprende bene che una simile interpretazione rendeva senza valore il suo sacrificio, l’Eucarestia, così anche per la sua morte e risurrezione, se Cristo non aveva corpo carnale non poteva ne soffrire ne morire ne risorgere, tale interpretazione rendeva senza valore anche la Chiesa, la quale non poggiava più sul fondamento reale ma semplicemente simbolico.
Interessante il fatto che l’apostolo Giovanni mise in guardia contro chi avrebbe negato il “Cristo nella carne” , inoltre, per sostenere la sua tesi il Vescovo Marcione stilò un primo canone della scrittura in cui epurava ogni riferimento all'umanità di Gesù Cristo, rifiutando sia le scritture veterotestamentarie le quali l’apostolo Paolo ebbe a dire di essere “ispirate da Dio”, sia i vangeli di Marco, Matteo, Giovanni, lasciando solo Luca con vistose epurazioni in riferimento all'umanità di Gesù.

Marcione non fu il solo a promulgare questa interpretazione sull'umanità di Cristo, altri seguirono il suo esempio, come Apelle, Bardesane, Valentino, Tolomeo, ecc.

Una simile interpretazione della scrittura, non solo alterava il significato della stessa, ma procurava “Scandalo”, adducendo gli altri ad abbracciare tale dottrina, Marcione ed altri, rifiutarono l’insegnamento apostolico, e l’interpretazione che la chiesa apostolica dava alla scrittura, motivo per cui alla fine dovette essere scomunicato.

L’interpretazione della Sacra Scrittura non è personale, ma collegiale dei Vescovi, i quali nell'unità ecclesiale ne danno una corretta interpretazione.

Quando ci si discosta da chi ha il compito di “Custodire, Trasmettere, Interpretare” la genuina fede, si hanno in modo inevitabili molteplici interpretazioni, le quali sono puramente soggettive senza nessuna autorità, ma con effetti devastanti per la conservazione della fede genuina.

La Chiesa Cattolica (Latina ed Orientale) è depositaria di tale autorità, al di fuori d’essa vi sono solo congetture puramente personali le quali a volte fanno deviare dall'autentico Kerygma gesuano, questo lo si vede molto bene dal XIX secolo quando fiorirono numerose nuove “chiese cristiane” con una interpretazione "fai da te".

Tommaso de Torquemada





Vocenelbuio
00Wednesday, June 4, 2014 7:40 PM
Carissimo Tommaso.
Al caro Amico Tommaso de Torquemada,
ho letto con interesse il tuo link in risposta a Katia 77, sul tema del MISTERO e la tua spiegazione mi trova parzialmente d’accordo. Ci sono, è vero, nella Scrittura dei termini che non sono facilmente interpretabili, ma come dici bene tu, ‘spesso con la parola “Mistero”, si intende la rivelazione di Dio’, la quale non arriveremmo mai a comprendere se Lo Spirito Santo non ce la chiarisse.
Uno splendido esempio di questo, ce lo fornisce Gesù stesso rispondendo alla bella confessione di Pietro che troviamo sul Vangelo secondo Matteo capitolo 16: 17: “Tu sei beato, Simone, figlio di Giona, perché non la carne e il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli”. Nel tuo link tu affermi: che vi sono degli enigmi che l’A.T. non svela ma che Gesù ha reso chiari nel N.T.
E proponi un parallelo tra il mistero rivelato da Dio e il Dogma; e questo secondo me è del tutto imparagonabile.
C’è un modo, in cui il Magistero usa la parola MISTERO, che non può essere considerato come rivelazione di Dio, ma che viene considerata “una verità di fede”; cioè ad esempio: Maria Immacolata, (concepita senza peccato), che può essere spiegato in un solo modo: MISTERO = DOGMA DI FEDE. Cosa vuoi dire con l’espressione: “può essere spiegato in modo teologico” ??? Tu sai benissimo che tale “Mistero” non trova nessuna spiegazione scritturale, ma il fedele deve farsi bastare ciò che insegna il Magistero, non mutuato da alcuna Divina Rivelazione scritta.
Purtroppo su questo terreno non ci incontreremo mai. Potremo usarci reciprocamente tolleranza e misericordia, considerandoci comunque persone di buona volontà verso Dio, ma non potremo sviluppare una perfetta comunione di Spirito. Tradiremo il proposito di Cristo Gesù che nella sua preghiera sacerdotale ha chiesto al Padre: “…che siano tutti uno; e come, o Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano uno, come noi siamo uno; io in loro e tu in me, affinché siano perfetti nell’unità…” GIOVANNI 17: 21 – 23
Su quale base i Cristiani possono sicuramente ritrovarsi, senza rischiare di perdersi nei meandri del pensiero umano?
Guardando il mondo con tutte le sue forme di religiosità, ci si rende conto, a quali eccessi può portare l’allontanarsi dalla pura verità del Vangelo di Cristo. Abbiamo una sola alternativa, al caos di migliaia di religioni ed L’unica via che Dio ci ha indicata: (GESU’) il quale disse di sé: “ Io sono la Via, la Verità e la Vita” GIOVANNI 14: 6 .
L’ apostolo Pietro conferma: che Gesù è l’unico nome che ci è stato dato per ottenere salvezza: ATTI 4: 11, 12. “Egli è la pietra che è stata da voi costruttori rifiutata, ed è divenuta la pietra angolare. In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati”. Questa unica Via, questo unico Nome ci è mostrato nella Bibbia.
Tutti i Padri della Chiesa hanno indicato che la beata verità della nostra salvezza, è contenuta nella Sacra Bibbia; per quanto ne sappia, nessuno di loro, ha mai posto a base della fede qualcosa di diverso della Santa Scrittura; se non è così illuminami. Perché dunque complicarci la vita cercando altre vie ed altri mediatori oltre quello indicato da Dio? Forse un giorno avrai la bontà e la pazienza di spiegarmelo.
Sappi comunque che il nostro non essere in perfetta comunione di Spirito non mi impedisce d’essere tuo amico, e di considerare il dialogo con te un arricchimento culturale e spirituale. Con immutata stima ti saluto con genuino affetto cristiano. Ciao Cesare

Sonnyp
00Sunday, June 8, 2014 8:12 AM
UNA DOMANDA, UNA RISPOSTA......
Caro Cesare, nell'attesa che il buon Tommaso ti risponda, vorrei farti una domanda precisa e diretta....

Se poi, le "diaconesse" Rialtina, Un sorriso, o altre, volessero intervenire e dare anche loro una risposta, sono le benvenute:

È risaputo in tutto il mondo che la Madonna è apparsa in vari luoghi.

Uno fra i più famosi è Lourdes, dove, a una ragazza IGNORANTE si è presenta come L'Immacolata concezione. Non penso ci sia bisogno di spiegarti il suo significato vero? [SM=x3690210]

Ora, la domanda è questa:

Perchè la Madonna è apparsa presentandosi in questo modo se come dici tu, nella Bibbia non si parla di tali apparizioni?

Con quale autorità Essa avrebbe fatto queto?

Se non è lei che è apparsa, chi lo ha fatto al posto suo?

Grazie per la risposta. Shalom. [SM=j3103349]
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